Page experience su mobile entro fine agosto: i segnali che Google sta già misurando sul tuo sito

Da metà giugno Google sta introducendo i segnali di esperienza della pagina nelle ricerche da mobile, con completamento previsto a fine agosto. Quali segnali conta, quanto pesano e da dove partire con Search Console.

Page experience: l'aggiornamento di Google è in corso, ecco cosa controllare sul tuo sito mobile

A metà giugno Google ha avviato il page experience update, che porta i segnali di esperienza della pagina tra i fattori di posizionamento delle ricerche da smartphone. L’introduzione è graduale e dovrebbe completarsi entro fine agosto: se il traffico da mobile si è mosso nelle ultime settimane, potrebbe essere anche per questo.

I segnali sono quattro. I Core Web Vitals misurano la velocità con cui compare il contenuto principale (LCP), la reattività al primo input (FID) e la stabilità visiva (CLS). Poi la compatibilità con i dispositivi mobili, cioè testi leggibili, elementi toccabili ben distanziati e niente scorrimento orizzontale. Poi HTTPS su tutte le pagine. Infine l’assenza di interstitial invasivi, i popup che coprono il contenuto appena arrivi dalla ricerca. La navigazione sicura è uscita dall’elenco: il malware resta un problema grave, ma viene gestito a parte.

Quanto conta davvero

Google lo ha ripetuto più volte: la pertinenza dei contenuti resta più importante, e l’esperienza della pagina pesa soprattutto tra risultati di qualità simile. Non aspettarti salti di posizione enormi. Una pagina lenta, però, perde clienti anche quando il ranking non si muove, e questo da solo giustifica il lavoro.

C’è anche una conseguenza per gli editori. Le pagine non AMP possono ora comparire nella sezione «Notizie principali» da mobile, se rispettano i criteri: per molti siti di informazione AMP smette di essere un obbligo di fatto.

Da dove partire

In Search Console trovi il rapporto «Esperienza della pagina», che riunisce Core Web Vitals, usabilità mobile e HTTPS e mostra la percentuale di URL con buone prestazioni. Annota gli URL segnalati e lavora per modelli di pagina, cominciando da quelli con più traffico: sistemare il template degli articoli vale più che correggere cento pagine una per una. Controlla che non ci siano contenuti misti HTTP dentro pagine HTTPS. Se usi un popup per la newsletter da mobile, valuta di sostituirlo con un banner in basso che non copra il testo.

Segnati infine il traffico organico da mobile di questi giorni. A settembre avrai un confronto vero, non un’impressione.

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