Quante email hai scambiato l’ultima volta che un cliente doveva rivedere i testi di una pagina? Screenshot cerchiati in rosso, documenti con commenti a margine, «il secondo paragrafo sotto la foto». Con WordPress 6.9, uscito il 2 dicembre e chiamato «Gene» in onore del pianista jazz Gene Harris, una parte di quel lavoro può restare dentro l’editor.
La novità si chiama Note: puoi lasciare commenti su singoli blocchi di articoli e pagine, e chi rivede risponde lì, accanto al testo di cui si parla. È la funzione che ti cambierà di più la giornata se lavori con altri.
La palette dei comandi, che prima viveva solo nell’editor, ora copre tutta la bacheca: con una scorciatoia da tastiera raggiungi impostazioni, pagine e azioni senza passare dai menù. Arriva anche un blocco a fisarmonica, Accordion, utile per FAQ e contenuti da espandere. Più nascosta, ma con conseguenze lunghe, la Abilities API: un registro standard delle funzioni che un sito e i suoi plugin mettono a disposizione, utilizzabile da PHP, dalle API REST e anche da agenti di intelligenza artificiale. Oggi serve a poco, domani sarà la base di molte automazioni. Nessun nuovo tema predefinito, questa volta.
Più veloce anche con i temi classici
Il lavoro sulle prestazioni punta al Largest Contentful Paint, il tempo con cui compare il contenuto principale. Gli stili dei blocchi ora si caricano su richiesta anche nei temi classici, quelli dei temi a blocchi sono minificati, c’è più spazio per gli stili inline e gli script non essenziali hanno meno priorità. Se usi un tema classico con un page builder, il beneficio arriva senza toccare nulla.
Proprio il diverso caricamento degli stili, però, è il punto da tenere d’occhio. Nei temi con CSS molto specifici può far emergere piccole differenze di layout, del tipo che nota per primo il cliente.
Prima di aggiornare la produzione fai un backup completo di file e database, aggiorna i plugin e prova tutto su uno staging, guardando le pagine principali, i moduli e il carrello. Misura il Largest Contentful Paint prima e dopo: è l’unico modo per sapere se il guadagno promesso arriva anche sul tuo sito.
E alla prossima revisione con un cliente, prova a mandargli un link all’editor invece di un documento.



