Onboarding e «momento aha»: portare i nuovi utenti al valore prima che se ne vadano

La maggior parte degli utenti abbandona un prodotto nei primi giorni. Trovare il momento in cui capiscono il valore e accorciare la strada per arrivarci è una delle leve di crescita più forti.

Onboarding e «momento aha»: portare i nuovi utenti al valore prima che se ne vadano

Ricordi l’ultima app che hai scaricato e cancellato nel giro di due giorni? Probabilmente non era un cattivo prodotto. Più semplicemente, non sei mai arrivato al punto in cui avresti capito a cosa ti serviva. Molti prodotti digitali perdono così gran parte dei nuovi iscritti nei primi giorni. Quel punto mancato ha un nome, momento aha, e l’onboarding esiste per portarci l’utente il più in fretta possibile.

Trovarlo nei dati

Confronta il comportamento di chi resta con quello di chi se ne va nelle prime settimane, e cerca le azioni che i primi compiono molto più spesso dei secondi: invitare un collega, collegare un account, creare il primo progetto, completare il primo ordine. Spesso emerge una soglia precisa, del tipo «almeno tre progetti nella prima settimana».

Prima di riprogettare tutto, però, ricorda che è una correlazione. Può darsi che chi crea tre progetti resti perché era già motivato, non il contrario. Verifica con un esperimento che spingere quell’azione aumenti davvero la fidelizzazione.

Accorciare la strada

Ogni campo in più nel modulo di registrazione e ogni schermata intermedia fanno perdere persone, quindi chiedi solo ciò che serve subito. Evita la pagina vuota: dati di esempio, modelli pronti o un primo risultato già impostato fanno vedere il valore prima ancora che l’utente lavori. I tour che spiegano tutte le funzioni si dimenticano in un minuto. Meglio guidare verso l’unica azione che conta. Una domanda iniziale sull’obiettivo dell’utente ti permette di mostrargli il percorso giusto, e una lista di controllo con le conferme visive gli dà il senso di avanzare.

L’onboarding continua anche fuori dall’app. Le email e le notifiche dei primi giorni dovrebbero riportare l’utente al passo successivo, non annunciare novità generiche. Dopo il primo giorno, ogni messaggio va legato a ciò che l’utente ha fatto o non ha ancora fatto.

Ecco un esercizio per la prossima settimana. Analizza le azioni compiute nei primi sette giorni da chi resta e da chi abbandona, e scegli un’azione candidata. Misura quanti nuovi utenti la compiono oggi. Poi togli dall’onboarding tutto ciò che non porta verso lì, imposta messaggi automatici per chi si ferma a metà e guarda come cambia la fidelizzazione delle coorti successive.

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