Se hai aggiornato a WordPress 5.9, uscito a fine gennaio, e usi il tema predefinito Twenty Twenty-Two, ti sarai accorto che nel menu Aspetto il Customizer è sparito. Al suo posto c’è l’editor del sito. È il primo passo concreto del Full Site Editing, il progetto che porta l’editor a blocchi oltre il contenuto di articoli e pagine.
Con un tema a blocchi puoi ora modificare con gli stessi strumenti intestazione, piè di pagina, modelli e parti del modello. Colori, tipografia e spaziature si impostano per tutto il sito da un pannello di stili globali. Arrivano blocchi nuovi per navigazione, logo, titolo del sito ed elenchi di articoli, elementi che prima stavano nel codice PHP del tema. E c’è un file, theme.json, che definisce palette, caratteri, dimensioni e quali opzioni l’editor deve mostrare.
Per chi progetta il cambio è di metodo. I modelli diventano file HTML fatti di blocchi invece che file PHP. Il lavoro si sposta sulla costruzione di un sistema di stili in theme.json, che lascia al cliente una libertà controllata: può cambiare il colore di un pulsante, non stravolgere la gerarchia della pagina. Molte personalizzazioni che prima richiedevano codice ora si fanno da interfaccia.
Ancora giovane
L’editor del sito è dichiarato beta, alcune opzioni mancano e per un cliente non tecnico la curva di apprendimento non è banale. I temi classici e i page builder continuano a funzionare, e nessuno ti obbliga a migrare. Per nuovi progetti semplici, come blog, siti vetrina o landing page, un tema a blocchi è già una scelta valida e leggera. Per un sito complesso, con molte personalizzazioni o costruito su un page builder, conviene aspettare che la funzione maturi e che i plugin si adeguino.
Il modo migliore per farsi un’idea è un ambiente di prova: installa Twenty Twenty-Two, apri theme.json e cambia un colore della palette. Poi guarda dove si riflette quella modifica, nell’editor e sul sito. In un’ora capisci se questo modo di lavorare fa per i tuoi progetti, e quali plugin che usi ogni giorno non sono ancora pronti.



