ESXiArgs: ondata di ransomware sui server VMware ESXi, colpiti anche in Italia

Migliaia di server VMware ESXi esposti su Internet sono stati cifrati in un fine settimana sfruttando una falla di OpenSLP corretta nel 2021, anche in Italia. Esiste uno script di recupero gratuito.

ESXiArgs: ondata di ransomware sui server VMware ESXi, colpiti anche in Italia

Venerdì 3 febbraio è partita una delle campagne ransomware più estese degli ultimi anni. Il bersaglio sono i server VMware ESXi, gli hypervisor su cui girano le macchine virtuali di moltissime aziende. In pochi giorni i server colpiti nel mondo hanno superato i 3.800, soprattutto in Francia ma anche negli Stati Uniti, in Germania, in Canada e in Italia. Qui l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha lanciato l’allarme già domenica 5 febbraio, segnalando decine di sistemi compromessi.

La porta d’ingresso è con ogni probabilità la CVE-2021-21974, un heap overflow nel servizio OpenSLP di ESXi, in ascolto sulla porta 427. È stata corretta a febbraio 2021. Due anni dopo, migliaia di server non aggiornati, spesso con versioni fuori supporto, erano ancora raggiungibili da Internet. Sono vulnerabili:

  • ESXi 7.0 precedenti a ESXi70U1c-17325551;
  • ESXi 6.7 precedenti a ESXi670-202102401-SG;
  • ESXi 6.5 precedenti a ESXi650-202102101-SG.

ESXiArgs cifra i file di configurazione delle macchine virtuali, come .vmx, .vmdk, .vmsd e .nvram, e lascia una richiesta di circa 2 bitcoin. Gli autori, però, hanno sbagliato qualcosa: in molti casi i grandi file che contengono i dischi veri e propri, i -flat.vmdk, non vengono cifrati del tutto. Partendo da qui due ricercatori hanno spiegato come ricostruire le configurazioni, e l’agenzia statunitense per la cybersicurezza ha pubblicato su GitHub uno script di recupero gratuito.

Se sei stato colpito, e se non lo sei

Se un tuo server è stato cifrato, isolalo e non reinstallare subito: prova lo script seguendo le istruzioni. Molte vittime hanno recuperato le macchine senza pagare nulla.

Se non sei stato colpito, aggiorna ESXi a una versione supportata e corretta; la 6.5 e la 6.7 sono ormai fuori supporto, quindi pianifica la migrazione. Se non usi SLP, disattivalo con /etc/init.d/slpd stop, poi esxcli network firewall ruleset set -r CIMSLP -e 0 e chkconfig slpd off. Soprattutto, l’interfaccia di gestione di un hypervisor deve stare su una rete di amministrazione isolata, mai su Internet. E i backup delle macchine virtuali vanno tenuti fuori dall’hypervisor e fuori dalla rete: chi controlla l’host controlla tutto ciò che ci gira sopra.

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