Hai presente quando stai per toccare un link e all’ultimo momento la pagina si sposta, perché sopra è comparso un banner, e finisci per aprire tutt’altro? Da maggio quel fastidio ha un nome e un numero.
Google ha presentato i Core Web Vitals, tre metriche che misurano come le persone percepiscono il caricamento e l’uso di una pagina. Poche settimane dopo ha annunciato che entreranno tra i fattori di posizionamento nel 2021, insieme ad altri segnali di «esperienza della pagina», con almeno sei mesi di preavviso.
La prima è il Largest Contentful Paint (LCP), il tempo necessario a mostrare l’elemento più grande visibile, di solito l’immagine principale o il titolo: l’obiettivo è restare entro 2,5 secondi. La seconda è il First Input Delay (FID), il ritardo tra il primo clic o tocco e la risposta della pagina, che dovrebbe stare sotto i 100 millisecondi. La terza è il Cumulative Layout Shift (CLS), che misura quanto si spostano gli elementi durante il caricamento, cioè il banner di prima: l’obiettivo è sotto 0,1. Google considera il valore raggiunto dal 75% delle visite reali, misurate dai browser Chrome degli utenti.
Dove guardare
Il rapporto «Segnali web essenziali» di Search Console mostra i gruppi di pagine con problemi. PageSpeed Insights unisce i dati reali ai test di laboratorio, e Lighthouse, negli strumenti per sviluppatori di Chrome, aiuta a trovare le cause mentre lavori. I dati reali coprono gli ultimi 28 giorni: dopo una correzione serve pazienza prima di vedere il risultato.
Da dove partire
Il CLS è spesso il più facile da sistemare. Indica sempre width e height di immagini, video e iframe, riserva lo spazio per banner e pubblicità e carica i caratteri web in modo che il testo non salti. Per l’LCP contano immagini compresse e nel formato giusto, un server veloce con la cache, meno CSS e JavaScript che bloccano il rendering e il precaricamento della risorsa principale. Il FID migliora con meno JavaScript, script di terze parti caricati in differita e operazioni lunghe divise in parti più piccole.
Su molti siti la cura più efficace è anche la più noiosa: togliere i plugin e gli script esterni che nessuno ricorda più perché siano stati installati.



