Fai una prova: apri il tuo sito, metti da parte il mouse e cerca di raggiungere il modulo di contatto usando solo il tasto Tab. Molti si fermano dopo pochi secondi.
Per chi naviga così ogni giorno, perché non può usare il mouse, perché usa un lettore di schermo o ingrandisce molto il testo, quel blocco non è un esperimento. Un sito accessibile funziona anche per queste persone, e spesso funziona meglio per tutti: chi legge dal telefono sotto il sole apprezza un contrasto decente quanto chi ha un problema di vista.
Gli obblighi, intanto, crescono. In Italia la Legge Stanca riguardava soprattutto la pubblica amministrazione; dalla scorsa estate vale anche per le aziende private che offrono servizi al pubblico tramite siti o app e hanno un fatturato medio superiore a 500 milioni di euro. A livello europeo l’European Accessibility Act estenderà i requisiti dal 2025 a molti servizi digitali, dal commercio elettronico alle banche.
Il riferimento tecnico sono le WCAG 2.1, costruite su quattro principi. Un contenuto deve essere percepibile, quindi con testi alternativi per le immagini, sottotitoli per i video e contrasto sufficiente. Deve essere utilizzabile: tutto si fa con la tastiera, il focus è visibile, niente limiti di tempo stretti né elementi che lampeggiano. Deve essere comprensibile, con la lingua della pagina dichiarata, testi chiari e moduli con etichette ed errori spiegati. E deve essere robusto, cioè scritto in HTML corretto e semantico, che le tecnologie assistive sanno interpretare.
Gli errori che si vedono più spesso
Immagini senza attributo alt, o con valori inutili come «immagine1». Testo grigio chiaro su fondo bianco, sotto il rapporto di contrasto di 4,5:1. Pulsanti costruiti con un div che la tastiera non raggiunge. Campi dei moduli senza label, riconoscibili solo dal testo segnaposto che sparisce appena scrivi. E il contorno del focus tolto dal CSS perché «è brutto», che per chi usa la tastiera equivale a togliere il cursore.
I controlli automatici, come quello di Lighthouse, trovano circa un terzo dei problemi. Il resto si scopre a mano: con il tasto Tab e, almeno una volta, con un lettore di schermo come NVDA o VoiceOver. Comincia dalla prova di prima, e annota il punto esatto in cui ti blocchi.



