Se usi WinRAR su Windows, controlla la versione. La 7.13, rilasciata il 30 luglio, corregge la CVE-2025-8088, una vulnerabilità sfruttata come zero-day prima della correzione. Due anni fa, ad agosto 2023, era successo qualcosa di molto simile con la versione 6.23, e il problema di fondo non è cambiato: WinRAR non si aggiorna da solo, e su moltissimi computer gira ancora una versione installata anni fa.
Questa volta si tratta di un attraversamento delle cartelle, un path traversal legato ai flussi di dati alternativi del file system di Windows. Un archivio costruito ad arte può scrivere file fuori dalla cartella di estrazione scelta dall’utente. Gli attaccanti lo usano per depositare un file nella cartella di avvio automatico, così il codice malevolo parte al successivo accesso. Tu estrai un curriculum, vedi il curriculum, chiudi. Al prossimo login il malware è già attivo. Sono coinvolte le versioni fino alla 7.12, oltre a UnRAR per Windows e alla libreria UnRAR.dll.
I ricercatori di ESET, che hanno scoperto la falla, hanno osservato tra il 18 e il 21 luglio campagne di phishing mirato con archivi allegati travestiti da curriculum o documenti di lavoro. I bersagli erano aziende di finanza, industria, difesa e logistica in Europa e in Canada. Gli attacchi sono attribuiti a RomCom, gruppo legato alla Russia che mescola spionaggio e crimine informatico, e installavano diverse backdoor. Un secondo gruppo ha usato la stessa falla contro aziende russe. Se qualcuno dei bersagli europei sia stato effettivamente compromesso, non è stato detto.
Basta estrarre
Gli archivi compressi sono tra i modi più comuni per far arrivare malware via email, perché molti filtri non ne analizzano a fondo il contenuto. Quando poi la falla sta nel programma che li apre, anche un utente attento ci casca: non deve aprire un eseguibile, non deve abilitare macro. Deve solo estrarre.
Aggiorna WinRAR alla 7.13 o successiva scaricandola dal sito ufficiale, e aggiorna anche gli altri programmi che usano UnRAR.dll. In azienda fai l’inventario delle installazioni e distribuisci l’aggiornamento centralmente.
Diffida degli archivi ricevuti da sconosciuti, anche quando sembrano candidature. E apri ogni tanto la cartella di avvio automatico, digitando shell:startup nella barra degli indirizzi di Esplora file: se trovi file che non riconosci, è il momento di chiedersi da dove vengano.



