Quanti PC con Windows 10 ci sono nella tua azienda, e quanti di loro possono passare a Windows 11? Se non sai rispondere in un minuto, è il momento di scoprirlo. Il 14 ottobre 2025 Microsoft terminerà il supporto per Windows 10 nelle edizioni Home, Pro, Enterprise ed Education. Dopo quella data i computer continueranno ad accendersi, ma senza aggiornamenti di sicurezza né assistenza tecnica. Mancano sette mesi: abbastanza per una migrazione ordinata, troppo pochi per rimandare ancora.
Il nodo sono i requisiti. Windows 11 richiede il chip TPM 2.0, l’avvio protetto Secure Boot attivo e un processore supportato, in linea di massima Intel di ottava generazione o successivi e AMD Ryzen serie 2000 o successivi. Molti computer di cinque o sei anni fa restano fuori. Su quelli compatibili, invece, l’aggiornamento è gratuito.
La ciambella a pagamento
Per chi non riesce a migrare in tempo Microsoft offre gli Extended Security Updates. Per le aziende costano 61 dollari per dispositivo il primo anno, e il prezzo raddoppia ogni anno successivo, fino a un massimo di tre. Per i privati c’è un solo anno, a 30 dollari. Coprono solo la sicurezza, e il prezzo crescente è un messaggio piuttosto chiaro: servono a guadagnare tempo, non a restare.
Il lavoro si organizza in cinque passaggi. Prima l’inventario, con modello, processore, TPM e stato di Secure Boot di ogni PC; con Intune o altri strumenti di gestione puoi ottenere un report di idoneità. Poi le applicazioni: software gestionali, driver di stampanti e periferiche particolari vanno provati su Windows 11, perché è lì che si nascondono le sorprese. Quindi un gruppo pilota di utenti, per raccogliere i problemi prima di estendere. In parallelo gli acquisti dei PC non compatibili, da fare adesso e non in autunno, quando tutti correranno a comprare. Infine la dismissione, con la cancellazione sicura dei dischi delle macchine che escono.
Se usi le edizioni LTSC, attenzione: hanno date di fine supporto diverse, da verificare una per una.
Un calendario realistico prevede l’inventario chiuso entro fine marzo e l’ultima migrazione entro settembre, con il budget per i PC da sostituire e, solo dove inevitabile, per le licenze ESU. E dopo il 14 ottobre, nessuna macchina senza patch collegata alla rete aziendale.



